GIRO D’ITALIA – Tappa 4

Dopo tre tappe in Israele e un giorno di riposo, il Giro sbarca in Sicilia per tre giorni. Al programma del primo giorno, una tappa di 202 km tra Catania, patria nativa o adottiva di molti artisti e letterati italiani (Vincenzo Bellini, Giovanni Verga, Luigi Capuana), e Caltagirone, famosa per la produzione della ceramica e per il suo centro storico, classificato patrimonio dell’umanità dal 2002. 

Una tappa caratterizzata da numerose salite, tra cui due classificate GPM (quarta categoria), e dal susseguirsi di curve lungo l’intero percorso. Una tappa quindi favorevole a una fuga: è stata iniziata al km 24 tra l’altro da Enrico Barbin per difendere la sua maglia azzurra. Obiettivo raggiunto per il corridore della Bardiani con due primi posti e sei punti in più nella classifica scalatori. 

Senza sorpresa una fuga sotto controllo del gruppo, che ha ripreso l’ultimo battistrada, Valerio Conti (UAE Emirates), a poco meno di 5 km dal traguardo. E nel muro finale di un chilometro, con pendenze tra l’8 e il 13%, è stato Tim Wellens il più forte. Il belga della Lotto Fix All ha vinto la lunghissima volata davanti al canadese Michael Woods (EF-Drapac) e l’italiano Enrico Battaglin (LottoNL-Jumbo). 

Rohan Dennis perde 4 secondi sul quintetto di testa ma conserva la sua maglia rosa. Simon Yates si aggiudica il terzo posto e grazie alla sua vittoria Wellens è quarto.  

Mirco finisce 124° della tappa in un gruppo di 20 corridori, a 7’33” da Wellens. Nella classifica generale perde 8 posti ed è 128° a 10’07” dal leader. 

Oggi ho cercato di essere di supporto ai miei compagni fino ai -10. Poi ho tirato i remi in barca anche perché l’arrivo per me era troppo duro. Penso che in una tappa come questa è meglio risparmiare energie. In una tappa come quella è molto importante idratarsi e mangiare: ho preso almeno sette borracce. 

Per il pubblico queste tappe un po’ “alla belga” sono spettacolari. In più vengono fuori i corridori che hanno forza. È una delle peculiarità del Giro, che si contraddistingue dal Tour. Quindi come l’ho già detto per Froome è un’esperienza nuova e non sarà facile da gestire (il britannico ha perso 21″ su Wellens, 17 su Dumoulin, ndr). 

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