GIRO D’ITALIA – Tappa 7

Prima tappa nell’Italia continentale dopo le tre tappe israeliane e le altre tre tappe siciliane. E se il trasferimento in Calabria è stato poco riposante per i corridori, il percorso a loro proposto è poco impegnativo: 159 km da percorrere tra Pizzo, definita come città del gelato, e Praia a Mare, che aveva visto Diego Ulissi imporsi nel Giro 2016. 

Un tracciato del tutto pianeggiante o quasi favorevole a une fuga. Ma senza sorpresa il gruppo ha tenuto i tre battistrada del giorno, Davide Ballerini (Androni Giocattoli), Maxim Belkov (Katusha) e Markel Irizar (Trek Segafredo), sotto controllo e li hanno ripresi a meno di 15 km dal traguardo. 

Una caccia ai battistrada condotta dagli uomini della Wilier Triestina, che avevano deciso di risparmiare le energie nella tappa dell’Etna: solo Boy Van Poppel (Trek Segafredo) ha tagliato il traguardo dopo gli otto corridori della formazione italiana. Una caccia che ha, come spesso, lasciato il posto ai trenini delle squadre di velocisti: LottoNL-Jumbo, Bahrain, Lotto Fix-All, EF Drapac. 

Terzo a Tel Aviv e Eilat, Sam Bennett è finalmente riuscito a battere Elia Viviani in volata. L’irlandese della Bora Hansgrohe conquista la sua prima vittoria di tappa in un grande giro. Niccolò Bonifazio (Bahrain Merida) completa il podio. 

Per la prima volta di questo Giro, Mirco finisce nella top 100: è 98° a 51 secondi dal vincitore. Nella classifica generale conserva il 139° posto con un distacco di 41’56” rispetto al leader, Simon Yates. 

Le sensazioni sono buone. Oggi ho lavorato per Simion, peccato che sia stato chiuso in volata. Per le squadre non World Tour diciamo che è difficile vincere. In una tappa come quella di oggi il finale era caotico e avere un treno che ti tiene fuori dai guai è una cosa in più che ti permette di arrivare alla volata più fresco. 

Domani, la meteo potrà svolgere un ruolo: sarà possibile vedere ventagli se c’è vento e sembra che all’arrivo ci sia acqua. Penso che sarà facile che la fuga arrivi e per quanto riguarda a me se andrò in fuga sarà a supporto di un nostro scalatore, Senni o Ciccone. 

 

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