GIRO D’ITALIA – Tappa 8

Quattro provincie attraversate, passaggio dalla Calabria alla Campania, 209 km da percorrere con due traguardi volanti e un nuovo arrivo in salita. Un programma reso ancora più difficile dalla pioggia nella parte finale della tappa. 

Una tappa tra Praia a Mare e Montevergine di Mercogliano caratterizzata da una nuova fuga, iniziata al momento di lasciare la provincia di Potenza per entrare in quella di Salerno. Ma come al solito, il gruppo di battistrada è stato sotto il controllo del gruppo: a menare l’andatura, la Katusha nella parte pianeggiante e la Sky di Chris Froome nella salita finale. 

E sotto il diluvio dell’anticamente chiamato “Monte di Vrigilio”, è la maglia bianca ad aver fatto un bel numero. Scappato dopo che il gruppo ha ripreso i fuggitivi, Richard Carapaz ha dimostrato che può andare forte in montagna. Dopo due vittorie belghe (Arnaud Desmet 1962, Bart De Clercq 2011) e tre italiane Danilo Di Luca 2001 e 2007, Damiano Cunego 2004), l’ecuadoriano della Movistar e il primo non europeo a imporsi a Montevergine. 

Davide Formolo (Bora Hansgrohe) e Thibaut Pinot (FDJ) completano il podio: hanno tagliato il traguardo, insieme a un gruppo di 26 altri corridori con tutti gli altri favoriti, 7 secondi dopo Carapaz. 
Simon Yates conserva la sua maglia rosa e grazie alla sua vittoria, Richard Carapaz conforta la sua maglia bianca. Elia Viviani prenderà il via da Pesco Sannita con la maglia ciclamino e Esteban Chaves con la maglia azzurra. 

Mirco finisce questa tappa dura in un gruppo di 28 corridori, al 130° posto e a 16’28” dal vincitore. Nella classifica generale rimane 139° con un distacco di 58’17” con il leader. 

Bella tosta anche oggi perché i favoriti non volevano lasciare andare la fuga. Ma alla fine la pioggia in salita non da po così fastidio; però abbiamo gestito bene le forze. 
Per me non c’è niente da cambiare per permettere alle fughe di arrivare: non sono gli organizzatori a decidere se arriva la fuga ma i corridori.

Un terzo arrivo in salita domani? Questo Giro forse è il più impegnativo tra i tre che ho disputato. Comunque sì, il percorso è bello e comunque credo che le tappe siano spettacolari. 

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