MILANO-TORINO

Tre giorni dopo il Gran Premio Bruno Beghelli, i corridori si sono spostati di 300 chilometri a Nord-Ovest per la 99ª edizione della Milano-Torino. Creata nel 1876, è la classica più antica del mondo e acquisì  enorme prestigio nel secondo dopoguerra grazie alla partecipazione di grandi campioni come Fiorenzo Magni, Franceso Moser o più recentemente Alberto Contador e Diego Ulissi. 

I candidati alla successione di Rigoberto Urán hanno dovuto percorrere i 200 chilometri di un tracciato diviso in due parti: una prima pianeggiante e la seconda più tosta con la salita del Superga, da affrontare due volte e dove è posto l’arrivo. 

Un tracciato quindi riservato agli scalatori e ai puncheur come lo ha dimostrato Thibaut Pinot. Il francese della FDJ aggiunge una terza vittoria al suo palmares questa stagione dopo le due vittorie di tappa sulla Vuelta (e la classifica generale al Tour of the Alps). Il colombiano Miguel Ángel López (Astana) finisce al secondo posto, con 10 secondi di ritardo su Pinot. Il campione del Mondo Alejandro Valverde completa il podio e taglia il traguardo con 28 secondi di ritardo sul vincitore. 

Mirco si è ritirato dopo aver effettuato il suo lavoro per Giulio Ciccone, che finisce 22° a due minuti da Pinot. 

Per me tutto è andato bene oggi, le gambe erano bene. Ero di supporto agli scalatori e avevo il compito di portare Ciccone davanti e “proteggerlo”. Poi, imboccato il Superga, dovevo fermarmi. 

Per il Gran Piemonte di domani abbiamo Guardini. Il meteo non sarà clemente ma faremo di tutto per fare un risultato. 

 

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