TOUR COLOMBIA – Tappa 2

La Ceja è una piccola città situata a una quarantina di chilometri al sud di Medellín. Abitata dagli indiani Tahamíes, tribù pacifica dedicata all’agricoltura del mais, è tutt’ora una terra fertile, anche se oggi sono piuttosto coltivati pomodori, banane e caffè. 

E questo mercoledì, la piccola città di circa 52.000 abitanti ha accolto la seconda tappa del Tour Colombia, lunga 150,5 chilometri con un circuito da percorrere quattro volte. In profilo pianeggiante (una sola salita di quarta categoria – 0,7 km con una pendenza media del 3,3%), è come spesso stato favorevole a una fuga seguita da una volata finale. 

Un settore nel quale la Quick Step ha di nuovo dimostrato la sua forza. Il colombiano Álvaro Hodeg ha beffato l’estone della Team Illuminate Martin Laas e un altro colombiano, Juan Sebastián Molano (UAE). 

Da parte sua, la Bardiani ottiene un’ottavo posto grazie a Paolo Simion. Per quanto riguarda Mirco, ha tagliato il traguardo al 132° posto, a 51 secondi dal vincitore. Nella classifica generale è quindi 123° a 2’03” dal nuovo leader, Álvaro Hodeg. 

Oggi abbiamo cercato di raccogliere un risultato buono e devo dire che per essere la prima corsa, non è andata male. Battere la Quick Step? Sarà difficile perché la loro rosa è sempre forte. 

Con un percorso nervoso e tecnico, si fa fatica a gestire la fuga. Ho quindi tirato forte per chiudere la fuga, che aveva preso un bel vantaggio. E con le poche energie che sono rimaste, ho aiutato i miei compagni. 

Per il momento la gamba non è ancora buona. Vedremo con il passare dei giorni ma non raggiungerò il 100% qui in Colombia, anche perché la stagione è lunga. Ma sicuramente credevo di soffrire meno l’altitudine. 

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