GIRO D’ITALIA – Le impressioni di Bruno Reverberi sulla prestazione di Mirco

Dopo quindici tappe, tra cui quattordici in linea, Mirco ha già percorso 570 chilometri in fuga. Solo Damiano Cima della Nippo Vini Fantini e Marco Frapporti dell’Androni hanno fatto di meglio. Ma cosa pensa Bruno Reverberi, il manager della Bardiani, delle prestazioni di Paperino?

Dopo le due prime settimane di corsa, è soddisfatto del Giro di Mirco? 
Bruno Reverberi: Mirco finora sta andando bene, ha fatto un bel Giro. Ha le sue possibilità ed è stato positivo. Ha fatto quello che ci si aspettavamo da lui.

È il quarto Giro di Mirco, ha visto un’evoluzione tra il primo e il quarto?
BR: Rispetto agli altri anni è migliorato un po’ perché è calato di peso e non si stacca subito come faceva gli altri anni in salita, tiene abbastanza duro anche se è ancora, secondo me in sovrappeso. Non sarà mai uno scalatore ma con la potenza che ha dovrebbe tenere di più.
Deve calare di peso ma devo dire che rispetto all’anno scorso è molto più competitivo.

E per quanto riguarda il bilancio della squadra, è soddisfatto?
BR: È stato positivo perché siamo stati protagonisti le prime otto nove tappe, sempre con delle fughe. Abbiamo anche preso il secondo nella classifica e la maglia bianca con Carboni, che partecipa al suo primo Giro. Abbiamo quindi ottenuto più di quello che ci si aspettavamo all’inizio, abbiamo avuto una bella visibilità. Dobbiamo anche pensare che siamo la squadra più giovane del Giro.

E qual è l’obiettivo per l’ultima settimana? 
BR: Per l’ultima settimana dipende anche un po’ della condizione dei corridori. Vedremo se possiamo ancora infilarsi in qualche fuga però con le tappe che ci sono è difficile pensare fare risultati. Ma dobbiamo pensare che ci sono quattordici squadre che non hanno vinto nulla e molti sono quelli che sono stati inesistenti, nel senso che non sono riusciti ad andare in fuga.

Più generalmente, è soddisfatto di quel che vede al Giro, del percorso? 
BR: L’unica “pecca” è che le uniche tappe che hanno permesso di far cambiare la classifica sono state le due crono. L’anno scorso abbiamo fatto prima l’Etna poi la tappa in Abruzzo e quindi ci sono state delle possibilità di far cambiare la classifica. Se ci fosse stata una tappa così nelle dieci prime sarebbe forse stato meglio.
Ma è un bel Giro, sono tappe belle, c’è una bella battaglia. La tappa che ha vinto Carapaz era forse la più bella che abbia visto da tutti gli anni che faccio questo lavoro.

E chi è il favorito per la vittoria finale? 
BR: Penso che sia Roglič che lo vinca, l’ho visto troppo bene. Dovrà stare attento a Carapaz però Roglič ha il vantaggio della crono, gli unici secondi che ha perso è stato a causa di un incidente. Per il resto è sempre arrivato con i primi. È un corridore giovane nel senso che è diventato professionista quando aveva 23 anni quindi è fresco fisicamente.

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