GIRO D’ITALIA – Tappa 1

Un anno dopo la centesima edizione del Giro d’Italia, gli organizzatori hanno voluto continuare a scrivere la storia: per la prima volta i corridori hanno preso il via al di fuori dell’Europa. Una grande partenza in Israele che rende omaggio a Gino Bartali che fu dichiarato “Giusto tra le nazioni” nel 2013 e nominato cittadino onorario postumo di Israele questo giovedì. 

E per ospitare la prima tappa del Giro 101, gli organizzatori hanno scelto la città santa di Gerusalemme, nella quale hanno tracciato il percorso di 9,7 km della crono individuale. Un percorso impegnativo, molto ondulato e fatto di continui cambi di direzione e pendenza. Prove della difficoltà e della tecnicità del tracciato, le cadute di Chris Froome e Kanstantin Siutsou durante la ricognizione; il bielorusso della Bahrain Merdia si è fratturato una vertebra. 

Non c’è quindi da stupirsi se Tom Dumoulin si è aggiudicato la vittoria con due secondi di vantaggio su Rohan Dennis (BMC) e Victor Campenaerts (Lotto Fix All). L’olandese della Sunweb inizia il Giro 101 come aveva concluso il Giro 100: con una maglia rosa. 
Nella classifica giovani, il tedesco Maximilan Schachmann (Quick-Step) indossa la prima maglia bianca. 

Per quanto riguarda Mirco, conclude i 9,7 km in 13’25” (media oraria di 43.378 km/h) a 1’23” da Dumoulin. Nella classifica generale è 134°. 

Oggi il caldo si è fatto sentire. Ma l’obiettivo principale era di non prendere rischi visto le insidie della crono. Comunque salire sulla pedana del prologo alla prima tappa è un’emozione pura. 
Per quanto riguarda ai rapporti utilizzati per la crono, davanti montavo una guarnitura di 44-55 e il pacco pignoni 11-25 (Dumoulin montava una guarnitura di 44-56 e Froome 46-58, ndr).
Non so se Dumoulin potrà conservare la maglia rosa fino alla fine ma penso che sarà difficile sfilargliela anche se gli avversari ci sono.

La tappa di domani sarà per ruote veloci. Anche la crono di oggi era imposta a non rischiare perché domani saremo chiamati in causa per aiutare il nostro velocista Guardini. Penso che ci sarà una fuga ma sotto controllo del gruppo. 

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