GIRO D’ITALIA – Tappa 12

Dopo una prima parte di corsa all’insegna delle lunghe strade rettilinei e pianeggianti, il Giro ha cambiato fisionomia in una tappa storica tra Cuneo e Pinerolo. La tappa che 70 anni fa, nel 1949 vide Fausto Coppi imporsi da campionissimo.

Una tappa con una salita di prima categoria a un po’più di 30 chilometri dal traguardo e quindi una tappa fatta per i fuggitivi dotati di capacità di scalatori. Sono stati 25 a lanciarsi all’assalto della salita di Montoso, lunga 8,9 chilometri, con una pendenza media del 9,4%, con oltre 6 chilometri sopra il 10% e punte massime del 14%.

Da 25, la fuga si è quindi ridotta poco a poco per arrivare a 6 uomini alla cima di Montoso. E il più forte a Pinerolo è stato Cesare Benedetti. L’italiano della Bora ha tagliato il traguardo davanti a Damiano Caruso (Bahrain) e Eddie Dunbar (Ineos).

Grazie al grande scarto tra la fuga e il gruppo – più di 15 minuti dopo 79 chilometri di corsa – Jan Polanc è riuscito a prendere la maglia rosa a Valerio Conti. Lo sloveno della UAE ha un vantaggio di 4’07” sul suo connazionale Primož Roglič e 4’51” su Conti.

Nelle altre classifiche, Arnaud Démare conserva ovviamente la sua maglia a punti. Nans Peters perde la sua maglia bianca a favore di Hugh Carthy (Education First), e Gianluca Brambilla prende la maglia azzurra della classifica GPM a Ciccone.

Mirco è arrivato in un gruppo di altri 31 corridori, a 20’02” dal vincitore. Nel classifica generale, è 132° a 1:09’20” da Polanc.

Con il 10° di Senni e il 14° posto, siamo contenti. Per ora siamo stati più fortunati che nelle altre corse; più fortunati ma anche bravi. 
Io non ho niente di speciale da segnalare, tutto è andato bene per me oggi. E domani l’unico obiettivo sarà il tempo massimo. 

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