GIRO D’ITALIA – Tappa 13

Definitivamente finite le tappe per i velocisti e i passisti capaci di inghiottire il bitume senza batter ciglio. Tra Pinerolo e Cresole Reale, i corridori hanno dovuto affrontare ben due salite di prima categoria e una di seconda categoria.

196 chilometri in provincia di Torino per permettere ai favoriti di darsi battaglia tra l’altro sulla salita finale che, tra falsopiano e salita vera e propria misura oltre 44 chilometri.

Una tappa difficile ma non abbastanza da impedire 28 corridori di scappare dal gruppo per affrontare le difficoltà. E ovviamente, poco a poco il numero di battistrada si è ridotto fino ad arrivare a 8, 2 e 1. Ilnur Zakarin è riuscito a sbarazzarsi dei suoi avversari e a vincere la sua seconda tappa su un Giro.  Gli spagnoli Mikel Nieve (Mitchelton) e Mikel Landa (Movistar) completano il podio.

Per quanto riguarda Vincenzo Nibali, ha trovato un Primož Roglič forte sulla sua strada; lo Squalo finisce nello stesso tempo dello sloveno, che conferma di essere un favorito per la vittoria finale.

Il connazionale di Roglič, Jan Polanc (UAE) conserva la sua maglia rosa e grazie alla sua vittoria, Zakarin si aggiudica il terzo posto.
Nella classifica della maglia bianca, Pavel Sivakov (Ineos) approfitta del suo 9° posto nella tappa per prenderla a Hugh Carthy.
Altro cambiamento nella classifica dei GPM: Ciccone recupera la sua maglia azzurra con 90 punti. Zakarin è secondo con 42 punti e Brambilla terzo con 40 punti.
Infine, nessun cambiamento nella classifica a punti, Démare sempre in testa.

Per quanto riguarda Mirco, l’obiettivo era chiaro: il tempo massimo. Ha tagliato il traguardo a 41’52” dal vincitore (119°), insieme a Michael Schwarzmanne e Pascal Ackermann (Bora).

Il primo tappone è andato bene. Come ho già detto, l’obiettivo era solo il tempo massimo. E per riuscire a farcela si cerca il gruppo più numeroso e di staccarsi più vicino possibile all’arrivo. 
Oggi ho fatto tutta la salita con Schwarzmann e Ackermann. Prima eravamo un gruppo di una trentina poi certi sono andati su forte. Noi, invece, abbiamo optato per un ritmo più facile! Anche perché eravamo abbondantemente dentro al tempo massimo. 

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