GIRO D’ITALIA – Tappa 14

“Monte Zoncolan”, il nome sulla bocca di tutti per la 14ª tappa del Giro. La salita più dura d’Europa per molti ma che fu stranamente raggiunta dal Giro per la prima volta solo nell’edizione del 2003. O per essere precisi nell’edizione del 1997 del Giro femminile: quell’anno Fabiana Luperini dominò la scalata – e si aggiudicò la vittoria finale – ma l’arrivo fu fissato a circa tre chilometri dalla vetta per le condizioni della strada. 

Ma prima di affrontare la montagna friulana, i corridori hanno trovato due GPM di terza categoria – il Monte di Ragogna e la salita di Avaglio – e uno de seconda categoria – il Passo Duron. E ancora prima, hanno preso il via a San Vito al Tagliamento, un borgo reso famoso grazie alla Coppa San Vito, organizzata dal 1926 e considerata una delle classiche dilettantistiche italiane più prestigiose. La più antica corsa ciclistica friulana ancora disputata fu vinta tra l’altro da Matteo Pellucchi e Paolo Simion. 

Il corridore della Bardiani che sembra di aver ispirato un suo compagno di squadra. Insieme a quattro altri corridori, Enrico Barbin è riuscito a prendere la fuga buona. E sulle pendenze dello Zoncolan il trevigliese è stato l’unico a poter seguire Valerio Conti. 

Ma nessuno dei due era abbastanza forte per resistere ai favoriti. Dopo una prima settimana difficile Chris Froome ha voluto dimostrare che il Giro non è ancora perso per lui: il britannico si è aggiudicato una vittoria di prestigio in vetta a Ovaro. Precede il suo connazionale, Simon Yates, di 6 secondi: il corridore della Mitchelton Scott rafforza la sua maglia rosa e possiede un vantaggio di 1’24” su Dumoulin, 1’37” su Pozzovivo, 1’46” su Pinot e 3’10” su Froome. 

Mirco finisce 149° e taglia il traguardo con 28’49” di ritardo su Froome. Nella classifica generale è 137° a 2h35’43” dal leader. 

Sono sopravvissuto a questa tappa ma adesso posso affermarlo, la salita dello Zoncolan è la più dura che ho fatto in gara.
Ho fatto la salita in gestione ma ho comunque raggiunto i 330 watt. Ho messo 46 minuti per percorrere i 10 km (il record di scalata è di Gilberto Simoni che mise 39’03” nel 2007, ndr). Inutile dire che dopo una tappa come quella lo sforzo si fa sentire. 

Ma fortunatamente abbiamo potuto contare su dei tifosi molto caldi: il loro calore è stato importantissimo. 

 

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