GIRO D’ITALIA – Tappa 16

4800 metri di dislivello in 194 chilometri tra Lovere e Ponte di Legno, gli organizzatori sono stati senza pietà con i corridori del 102° Giro dopo il giorno di riposo. E come se non bastasse, i partecipanti hanno anche dovuto affrontare delle condizioni meteorologiche difficili.

Non troppo difficili però per 21 uomini che hanno deciso le cime alpino fuori gruppo. 21 battistrada che sono senza troppa difficoltà arrivati a quattro minuti di vantaggio poi cinque al GPM di Aprica ma con il Mortirolo da scalare.

Poi gli 21 sono diventati 3: Damiano Caruso, Jan Hirt e Giulio Ciccone. E nel gruppo alle loro spalle, è stato Vincenzo Nibali a fare lo spettacolo e ad attaccare i suoi rivali sulle pendenze del Mortirolo. Roglič è stata la vittima dello Squalo ma non Carapaz.

In cima, gli giochi erano fatti: Ciccone e Hirt hanno evitato le trappole di una discesa resa difficile dalla pioggia e il freddo proprio come Nibali e Carapaz. Il leader della classifica dei GPM ha beffato il suo compagno di fuga in volata e si offre una seconda vittoria sul Giro dopo quella del 2016. L’ex corridore della Bardiani conforta quindi la sua maglia azzurra.

Per quanto riguarda la classifica generale, Carapaz sembra essere più che mai favorito per la vittoria finale. L’ecuadoriano ha 1’47” di vantaggio su Nibali, 2’09” su Roglič e soprattutto sembra essere fresco e capace di resistere agli attacchi dei suoi avversari.

E Mirco? Chiude la tappa regina del Giro 104°, a 29’13” dal vincitore, in un piccolo gruppo composto tra l’altro del suo compagno di squadra Lorenzo Rotta. Per la cronaca, è 118° della classifica generale, a 3:15’40” da Carapaz.

La tappa non è andata male ma era freddissima. E dobbiamo aggiungere la pioggia che è cominciata a cadere sul Mortirolo. Per fortuna le salite sono state fatte di ritmo ma regolari.
Come per le altre tappe di montagna, quello che conta è il tempo massimo. Cerchiamo sempre di fare i conti in base alla percentuale e la media prevista di gara poi in tempo reale ci danno le distanze. 

Una parola per Ciccone dopo la sua vittoria? Vorrei semplicemente dirgli che è un grande. Avevo detto che il nostro ex compagno di squadra ci avrebbe fatto divertire su questo Giro e ne abbiamo ancora avuto la conferma oggi. 

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