GIRO D’ITALIA – Tappa 3

Terza e ultima tappa in Israele prima del trasferimento in Sicilia. Una tappa leggermente ondulata con due traguardi volanti e una salita di quarta categoria dopo 127,8 km. 

Ma la maggiore difficoltà di questa tappa è senza dubbio la lunga traversata del deserto del Negev: 229 km da percorrere tra Be’er Sheva, la chiamata “Capitale del Negev” e Eilat, città dell’estremo sud di Israele situata sulle rive del Mar Rosso. 

Una traversata che non ha spaventato Mattia Frapporti (Androni Giocattoli), Guillaume Boivin (Israel Cycling Academy) e Enrico Barbin (Bardiani): i tre corridori sono andati in fuga per 220 km. Boivin si è aggiudicato i due traguardi volanti, Frapporti il gpm. 

Altro uomo forte della tappa, Elia Viviani: ai 12 punti ottenuti nei due traguardi volanti, ne ha aggiunto 50 altri grazie alla sua vittoria. L’italiano di 29 anni della Quick-Step concede il bis e dispone già di 75 punti di vantaggio su Sacha Modolo nella classifica a punti. 

Per quanto riguarda alle altre classifiche, niente cambia: Rohan Dennis conserva la maglia rosa, Schachmann la maglia bianca, Viviani rafforza la maglia ciclamino e Barbin la maglia azzurra.

Mirco conclude la tappa al 127° posto, a 1’14” dal vincitore odierno. Nella classifica generale perde 17 posti ed è 120° a 2’38” dal leader. Un bilancio in Israele positivo?

Non abbiamo raccolto quello che volevamo ma in teoria la condizione è in crescita visto le tre settimane di corsa. Stiamo puntando per arrivare alla seconda settimana al top. Penso che quello che ci manca per raggiungere i nostri obiettivi sia solo una questione di tempo. 
Battere Viviani e la Quick-Step in volata non sarà facile, per ora sono i più forti. 
Barbin è riuscito a tenere la maglia azzurra per entrare in Italia e lo aiuteremo certamente a difenderla: non sarà facile tenerla ma faremo del nostro meglio.

Sul piano extra sportivo, si vedeva che i tifosi israeliani non erano abituati a vedere una gara in bici, purtroppo ogni tanto si avvicinano a noi troppo durante la corsa. Ma erano tanti e calorosi. 

 

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