GIRO D’ITALIA – Tappa 9

Al programma della nona tappa del Giro, una crono individuale di 34,8 chilometri tra Riccione e San Marino. Una crono tra la Perla Verde dell’Adriatico e la capitale della Serenissima Repubblica di San Marino in due tempi: 22,2 chilometri in leggera ascesa poi dopo Faetano una salita lunga 12,6 chilometri con una pendenza media del 6,5% e punte attorno al 10%.

Una prova resa più difficile dalla pioggia, come spesso sin dalla partenza del Giro 102 a Bologna.
E in queste condizioni difficile, il più veloce è stato lo sloveno Primož Roglič, già vincitore della crono iniziale e prima maglia rosa di quest’edizione del Giro. Ma il corridore della Jumbo sarebbe senza dubbio stato beffato dal campione d’Europa della disciplina se quest’ultimo non avesse avuto problemi. Il belga, recordman dell’ora, è stato attardato da un salto di catena combinato a un cambio di bici più che complicato.

Tra gli altri favoriti, Vincenzo Nibali è indubbiamente quello che, sotto il diluvio ha fatto il miglior affare, che finisce quarto e concede solo 1’05” a Roglič. Lo Squalo è 11° nella classifica generale, a 3’34” da Conti.

Per quanto riguardo le diverse maglie, l’unico cambiamento riguarda la maglia bianca, che Carboni deve lasciare al francese Nans Peters (AG2R).

Mirco conclude i 34,8 chilometri in 58’57”, con una media oraria di 35.420 km/h (121°). Nella CG è 131° a 54’26” da Conti.

Per noi, l’unico obiettivo oggi era di gestire lo sforzo, centrando solo il tempo massimo. Quindi una tappa non troppo difficile. 

Bilancio delle prime tappe? È vero che per ora il Giro è stato più facile di quello dell’anno scorso. Per quanto riguarda i risultati, sono abbastanza soddisfatto, sia personalmente che per la squadra. C’è forse solo un po’ di rammarico per la caduta nella quinta tappa. 

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