“Testa bassa a menare”: l’omaggio di Mirco a Gimondi

Tre Giri d’Italia, uno i Francia, uno di Spagna e poi una Sanremo, una Parigi-Roubaix, due Lombardia e un campionato del Mondo: un palmarès impressionante al quale dovremmo aggiungere tante altre vittorie tra cui due campionati nazionali. Ma Felice Gimondi non ci ha lasciati il 16 agosto scorso solo con una serie di vittorie e titoli.

Il bergamasco ha segnato intere generazioni, che ancora oggi scoprono le sue performance e i suoi duelli con Merckx e che si ispirano del grande campione che era. Mirco fa parte di questi corridori. 

Ovviamente, l’annuncio della sua morte mi ha colpito. L’ho conosciuto nel ambiente e anche grazie agli appassionati, nei ricordi di chi le sue imprese hanno lasciato una traccia indelebili. 

Per fortuna, con internet si può ripercorrere la sua carriera passo dopo passo. Personalmente, ho una raccolta di DVD a casa dei più grandi ciclisti della storia e sarà senza dubbio un buon motivo per rivederlo. Sicuramente il suo essere estremamente completo mi piaceva un sacco. 
Poi il suo motto “testa bassa a menare” mi ha influenzato: aiuta e rende l’idea. 

Finalmente, se dovessi paragonarlo a un corridore attuale, penso che sarebbe Alaphilippe, che è molto simile. 

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