TIRRENO-ADRIATICO – Tappa 6

La sesta tappa della Tirreno-Adriatico ha portato i corridori da Matelica, piccolo comune di circa 10.000 abitanti della provincia di Macerata, a Jesi, il centro più importante dell’intera Vallesina e città natale di Michele Scarponi. Per l’occasione, una targa commemorativa è del resto stata inaugurata. 

E una delle principali sfide di una tappa in due tempi, una prima metà ondulata e una seconda pianeggiante, era la corsa ai punti per la maglia arancione. Con due traguardi volanti al programma – e quindi 10 punti – Mirco aveva la possibilità di riprendere la maglia arancione, ceduta per una tappa a Adam Yates. 

Missione compiuta per il Luzzarese, andato in fuga dal chilometro zero e accompagnato di altri sei corridori: Davide Ballerini (Astana), Gijs Van Hoecke (CCC), Igor Boev (Gazprom), Dayer Quintana (Neri Sottoli), José Joaquin Rojas (Movistar) e Ben King (Dimension Data). 

Animata dai battistrada nella maggior parte della giornata, la tappa è anche stata animata dai velocisti ma soprattutto da Julian Alaphilippe, che ha sorpreso tutti imponendosi davanti a Davide Cimolai (Israel Cycling) e il suo compagno di squadra Elia Viviani.

Adam Yates conserva la sua maglia azzurra di leader con  25 secondi di vantaggio su Primoz Roglic (Jumbo-Visma) e 35 su Jakob Fuglsang (Astana). 

Arrivato 119° con 4’28” di ritardo su Alaphilippe e 118° a 1:04’12”, Mirco (31) si veste di nuovo di arancione con quattro punti di vantaggio su Yates (27).
Ma portarla a casa non dipende più di lui, dipenderà dai risultati della crono di dieci chilometri di domani. Yates non dovrà finire nei sette primi, Alaphilippe nei cinque primi, Roglic e Fuglsang nei due primi. 

Stasera mi sento bene ma un po’ stanchino. 
Portare la maglia arancione a casa non sarà facile: Yates, Roglic e Fuglsang mi fanno tutti e tre paura ma ora non dipende più di me. Il mio più grande rimpianto se devo perderla? I punti persi con Kuriyanov (finito fuori tempo nella quarta tappa, ndr). 

Anche se non è ancora finita, devo dire che questa edizione era tosta. Forse l’unico difetto era il fatto di mettere i traguardi volanti troppo vicino all’arrivo (ride). 

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